.Contrada

Incino La Bruna

 

Ai confini orientali, sul limitare della Torre dell'Annunciata, anche qui una torre. Costruita sugli scogli, spruzzata dal mare, faceva da sentinella per l'avvistamento dei corsari barbareschi, contro le loro scorrerie: la Torre di Incino, anticamente denominata anche di Ungino e di Angine oggi purtroppo diroccata. Forse gli insidiosissimi ricci di mare, disseminati affioranti sulle basse scogliere che la attorniano e che a Torre, il dialetto chiama proprio angina, potrebbero essere stati all'origine, già a partire dal '300, della antica denominazione della Torre di "Incino". Ne resta ben poco, oggi. Pietre nere, vesuviane, durissime. Ancora nel 1780, si ha notizia scritta di questa Torre, che con quella di Bassano e con il castelletto a Colostro (v.), difendeva cose, case e Torresi dalle scorrerie barbaresche lungo le coste italiane e nostrane. Nel 1556 si imbarcavano lì vino greco, pere secche e altri generi alimentari per contrabbando verso Roma. Il Viceré, allora, armò alcune barche con alcuni suoi "infiltrati", che in men che non si dica, sgominarono il traffico proibito.

Si ritrova, la Chiesina di S. Moria La Bruna, in una viuzza che scende dritta e sottile al mare, dalla Strada Regia delle Calabrie, nei pressi del Ponte Della Gatta. Per la grande devozione, sia dei contadini di quelle terre, sia dei marinai di quel lembo di spiaggia, che le intitolavano le loro barche, Santa Maria La Bruna passò a designare tutta la zona, che si spinge ai confini con la Torre dell'Annunciata e includendo anche la Torre di Incino. Anche oggi tutta la parte orientale di Torre del Greco è così denominata. Già prima della fondazione della Cappelletta Mariana, forse alla metà del '500, i contadini e i marinai del posto veneravano l'immagine dipinta della Madonna della Bruna. Della chiesina si trova traccia in un documento del 1621. Quella attuale venne ricostruita dopo che le lave ignee della catastrofica eruzione del 1631, la ebbero totalmente distrutta, insieme alla quasi totalità di Torre del Greco.

 

 

                      EQUIPAGGIO


Giovanni Accardo Stefano Marrazzo
  Gabriele Caiazzo Michelangelo Marrazzzo
  Alfonso Cascone Danilo Merlino
  Gennaro Cuciniello Aniello Montella
  Raffaele Fucito Giuseppe Montella
  Claudio Gallo Ciro Palombo
  Michele Guarino Umberto Trupiano
  Giovanni Iovino Michele Visconti
   Raffaele Iovino Pasquale Vinci
  Nicola Liguoro Antonio Vitello
 

Capitano di contrada: GIOVANNI CARACCIOLO

 

 

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