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.Contrada Fiorillo Miglio d'0ro
Ai confini meridionali con Ercolano, il napoletano Antonio Fiorillo "avvocato Fiscale e Regio Consigliere della R. Camera della Sommaria" di Napoli, era nel Seicento proprietario dei vasti terreni di quella zona che da lui, da allora e fino ad oggi, ha assunto il nome. Nonostante gli subentrassero nella proprietà, di lì a poco, i Signori Sambiase, possidenti anch'essi napoletani. A "Fiorillo" si arriva dal centro
di Torre del Greco, percorrendo quel brevissimo tratto torrese della Strada
Regia delle Calabrie, che dal settecentesco Palazzo Vallelonga, dove,
pressappoco, era una volta situata la Porta in muratura di Torre del Greco, si
distende come un lungo tappeto di pietra vesuviana, fino all'umile ed esile
stradina confinaria, intitolata ai possidenti napoletani, primi proprietari del
luogo. I Fiorillo vollero identificare il loro casato con il piccolo fiore (= Fiorillo), che campeggia nello stemma di famiglia. Per la bellezza e amenità della strada, per lo splendido sguardo sul Golfo e le raffinate dimore patrizie che la fiancheggiavano, prese poi il poetico nome di "Miglio d'Oro". Ancora oggi, nonostante i graffi del tempo, ma soprattutto degli uomini, il Miglio d'Oro ci rimanda la sensazione intrigante della "belle èpoque", dei suoi fruscii, delle sue piume, delle sue raffinatezze e prelibatezze. E dell'aria gentile e fìnissima che vi si respirava.
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