.Contrada

Calastro

  Una dolce, minuta insenatura, accoglie e custodisce barche e naviganti. Da sempre è Calastro, approdo intorno al quale venne a stanziarsi uno dei due antichi insediamenti che avrebbero poi dato origine alla Turris Octava-Torre del Greco. L'altro "Sola" o "Sora" era posto al versante opposto, nella zona delle Terme romane (*). Sono gli ultimi scogli basaltici prima di Ercolano, che insieme con lo scurissimo arenile, disegnano la gentile, vetusta caletta. Anche qui una torre di avvistamento dei pirati barbareschi. Calastro arrivò a chiamarsi così da "calistum", termine latino che si trduce proprio con "piccola insenatura" o cala. Oppure dal greco Kalaktè, che significa "bella sponda". L'uno e l'altro termine si attagliano per bene al luogo. Oggi è la "Scala", derivazione di "scalo" cioè luogo di imbarco.

Qui i torresi meno abbienti, in tempi più recenti, solevano passare la "pasquetta". E qui i ragazzi "marinavano" la scuola e, guarda caso, si soleva dire, in dialetto nostrano, che facessero "scola e scala". Ma poi, il termine "marinare", non deriva pro­prio da "mare" - "marina", per l'abitudine, forse, dei giovani scolari svogliati, di recarsi nei pressi del mare, invece che nel chiuso delle aule scolastiche? Calastro era un piccolo paradiso. E forse lo sarebbe ancora, se d'estate il carnaio del rito balneare, reso obbligatorio da una malintesa civiltà del "benessere", non facesse spuntare, inesorabili, i fumi di purgatorio e inferno.

 

 

                      EQUIPAGGIO


  Domenico Bomello

Enrico losso

  Luigi Buonocore Ciro Langella
  Ciro Caruso

Antonio Misto

  Sergio Castellano Simonpietro Montò
  Salvatore D'Alessio Pierluigi Panariello
 

Armando Di Luca

Luigi Savino

  Ciro Falanga Gianpaolo Scarano
 

Tommaso Gallo

Rosario Sorrentino

 

Giovanni Caudino

Giorgio Variale
 

Capitano di contrada: ANTONIO CETRONIO

 

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