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.Contrada Calastro
Una dolce, minuta insenatura,
accoglie e custodisce barche e naviganti. Da sempre è Calastro, approdo intorno
al quale venne a stanziarsi uno dei due antichi insediamenti che avrebbero poi
dato origine alla Turris Octava-Torre del Greco. L'altro "Sola" o "Sora" era
posto al versante opposto, nella zona delle Terme romane (*). Sono gli ultimi
scogli basaltici prima di Ercolano, che insieme con lo scurissimo arenile,
disegnano la gentile, vetusta caletta. Anche qui una torre di avvistamento dei
pirati barbareschi. Calastro arrivò a chiamarsi così da "calistum", termine
latino che si trduce proprio con "piccola insenatura" o cala. Oppure dal greco
Kalaktè, che significa "bella sponda". L'uno e l'altro termine si attagliano per
bene al luogo. Oggi è la "Scala", derivazione di "scalo" cioè luogo di imbarco.
Qui i torresi meno abbienti, in tempi più recenti, solevano passare la "pasquetta". E qui i ragazzi "marinavano" la scuola e, guarda caso, si soleva dire, in dialetto nostrano, che facessero "scola e scala". Ma poi, il termine "marinare", non deriva proprio da "mare" - "marina", per l'abitudine, forse, dei giovani scolari svogliati, di recarsi nei pressi del mare, invece che nel chiuso delle aule scolastiche? Calastro era un piccolo paradiso. E forse lo sarebbe ancora, se d'estate il carnaio del rito balneare, reso obbligatorio da una malintesa civiltà del "benessere", non facesse spuntare, inesorabili, i fumi di purgatorio e inferno.
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